venerdì 9 aprile 2010

De Crescenzo Ulisse era fico

I miti sono le favole degli adulti, le grandi storie con le quali l’uomo si è raccontato a se stesso, ha provato a rispondere alle domande fondamentali. Nelle vicende di Ulisse e di Prometeo, negli amori fra Arianna e Teseo o fra Didone ed Enea, nelle peripezie della guerra di Troia, nei divini difetti di Zeus e Afrodite si possono leggere altrettanti insegnamenti su quello che siamo, e che dovremmo essere. Luciano De Crescenzo, dopo il successo di “Socrate e compagnia bella”, consegna al nipote Michelangelo, e con lui a tutte le nuove generazioni, dieci lezioni di vita profonde e affascinanti come solo i grandi miti sanno essere. E lo fa ovviamente con il suo spirito irresistibile, con la sua impareggiabile capacità di rendere i classici così magicamente familiari.

Vittorio Andreoli Le nostre paure


Paura della crisi, di perdere il lavoro o il benessere. Paura di un futuro su cui si stagliano le minacce di una catastrofe climatica, del terrorismo, della guerra. Paura del diverso, dell’immigrazione, della criminalità diffusa. Paura di malattie contro le quali la medicina non può nulla, paura di un Dio giudice inflessibile, paura di una morte non placata dal senso religioso... Da dove provengono le angosce che ci rubano la vita, ed esiste un rimedio che ci consenta di riprenderla nelle nostre mani? Vittorino Andreoli offre una diversa visione della paura. L’io deve tener conto di due mondi: quello dentro e quello fuori di noi. E, secondo l’autore, quello che ci condiziona maggiormente è quello dentro di noi. Prendendo le distanze dall’idea darwiniana secondo cui l’io si adatta alla natura, Andreoli dipana quindi un’indagine sulla condizione umana e sui fantasmi che popolano il nostro mondo interiore

Roberto Giacobbo Templari

Roberto Giacobbo torna in libreria con uno dei temi più appassionanti di sempre: i templari. E lo fa con un taglio e delle informazioni assolutamente originali e accattivanti. Il libro sarà una vera e propria caccia al tesoro dei "cavalieri di Cristo" disseminato per l'Europa. Tappa dopo tappa emergeranno le leggende più affascinanti relative al Sacro Graal, alla Sindone, al papato, mostrando i tanti doppi fondi della storia della cristianità. Fino a svelare un segreto custodito proprio nel cuore dell'Italia, nella città dell'Aquila

Roberto Gervaso Io la penso cosi

L'Italia: un Paese che sta in piedi perché non sa da che parte cadere. Un Paese dove le maschere hanno sostituito i volti. Dove "la legge è uguale per tutti", ma non tutti sono uguali davanti alla legge. Un Paese dove d'insormontabile ci sono solo i cavilli. Un Paese di fedeli "praticanti", non di credenti. Un Paese che crede nei santi solo se gli fanno il miracolo. Un Paese dove quel che è pubblico, non è di tutti: è degli altri. Un Paese dove la dietrologia è un bene di prima necessità. Un Paese che vive alla giornata in attesa di passare la nottata. Un Paese di furbi che trovano sempre qualcuno più furbo che li fa fessi. Un Paese dove non è tanto la serietà dei problemi che preoccupa, quanto la mancanza di serietà di chi dovrebbe risolverli. Un Paese diretto da una classe politica senza classe. Un Paese, come diceva Longanesi, dove si è "estremisti per prudenza". Un Paese anarchico, conformista e trasformista. Il Paese di Arlecchino, Pulcinella, Fregoli, Pinocchio, Bertoldo, Maramaldo, Cagliostro. Un Paese di furbi e furbetti, che tirano l'acqua al proprio mulino, infischiandosene degli "interessi generali", che saranno anche "caciocavalli appesi", ma senza i quali un Paese rischia la deriva e il naufragio. Un Paese poco serio, ma creativo, fantasioso, intelligente, maestro nell'arte di arrangiarsi, versione bizantina e levantina del pragmatismo sassone.

Rita Levi Montalcini Elogio dell'imperfezione

L’autobiografia scientifica di uno dei più grandi scienziati del novecento. “Elogio dell’imperfezione” è un’autobiografia, un bilancio dell’operato di Rita Levi-Montalcini, dove ampio spazio viene dato alla scoperta dell’NGF e alle ricerche che hanno portato la scienziata a ricevere il Premio Nobel per la medicina. «L’imperfezione», afferma Rita Levi-Montalcini, «ha da sempre consentito continue mutazioni di quel meraviglioso quanto mai imperfetto meccanismo che è il cervello dell’uomo. Ritengo che l’imperfezione sia più consona alla natura umana che non la perfezione.» L’imperfezione è dunque una componente fondamentale dell’evoluzione. Dagli anfibi all’Homo Sapiens, il cervello dei vertebrati si è sempre prestato a un miglioramento, a un cambiamento, mentre negli invertebrati è nato così perfetto da non entrare nel gioco delle mutazioni, tanto è vero che i trilobiti vissuti centinaia di milioni di anni fa non sono essenzialmente diversi dagli insetti, dagli artropodi di oggi. Ecco perché l’imperfezione «merita un elogio».

Paolo Sorrentino Hanno tutti ragione

Tony Pagoda è un cantante melodico con tanto passato alle spalle. La sua è stata la scena di un’Italia florida e sgangheratamente felice, fra Napoli, Capri, e il mondo. È stato tutto molto facile e tutto all’insegna del successo. Ha avuto il talento, i soldi, le donne. E inoltre ha incontrato personaggi straordinari e miserabili, maestri e compagni di strada. Da tutti ha saputo imparare e ora è come se una sfrenata, esuberante saggezza si sprigionasse da lui senza fatica. Ne ha per tutti e, come un Falstaff contemporaneo, svela con comica ebbrezza di cosa è fatta la sostanza degli uomini, di quelli che vincono e di quelli che perdono. Quando la vita comincia a complicarsi, quando la scena muta, Tony Pagoda sa che è venuto il tempo di cambiare. Una sterzata netta. Andarsene. Sparire. Cercare il silenzio. Fa una breve tournée in Brasile e decide di restarci, prima a Rio, poi a Manaus, coronato da una nuova libertà e ossessionato dagli scarafaggi. Ma per Tony Pagoda, picaro senza confini, non è finita. Dopo diciotto anni di umido esilio amazzonico qualcuno è pronto a firmare un assegno stratosferico perché torni in Italia. C’è ancora una vita che lo aspetta. "Paolo Sorrentino ha inventato Tony Pagoda, un eroe del nostro tempo, il più grande personaggio della letteratura italiana contemporanea." (Antonio D'Orrico)

venerdì 2 aprile 2010

Paolo Villaggio Crociera Low Cost

Roba da non credere, quello che può succedere in una crociera a basso costo. Coi marinai cinici e crudeli che buttano in mare i passeggeri inopportuni, insolenti, o anche solamente infortunati. I cuochi luridi, il cibo rivoltante, l’animazione patetica. E i viaggiatori un branco di pecore, cafoni, conformisti, eppure ognuno mostruoso a modo suo: vecchi decrepiti, uomini inetti, signore ignorantissime, bambini rompiballe. Che nella noia devastante del viaggio si perdono nelle viscere della nave, e nella sala macchine incontrano un gruppetto di persone rimaste intrappolate lì da anni... Non è una novità che Paolo Villaggio, con la scusa di far ridere, sia uno dei più lucidi e spietati antropologi del nostro tempo. E quando il poeta Evtushenko lo indicò come erede di Gogol’, aveva visto in lui una genialità rara nel cogliere i vizi della piccola borghesia. Questo suo nuovo libro è una perla di umorismo grottesco e surreale, un Titanic da discount sul quale si muove un’Italia tanto ridicola da assomigliare pericolosamente alla realtà

Autobiografia Spirituale


Nel cinquantesimo anniversario dell’esilio seguito all’invasione cinese del Tibet, il Dalai Lama licenzia la sua autobiografia spirituale, con la quale invoca una profonda rivoluzione etica e invita ciascuno ad assumersi la sua parte di responsabilità per difendere l’avvenire delle generazioni future. Con la stessa naturalezza con cui riferisce i suoi ricordi d’infanzia, il Dalai Lama narra gli aneddoti e le gesta delle sue vite anteriori, riflette anche sulla sua successione, parla della sua carica di capo spirituale e di portavoce del Tibet e commenta l’impatto che tale ruolo ha sulla scena internazionale. Senza mai dimenticare i tre grandi impegni della sua vita e della sua missione: in quanto essere umano egli riafferma l’importanza di sviluppare le qualità del cuore per il bene di tutti; in quanto monaco buddista esorta al dialogo con le altre religioni, con i non credenti e con gli scienziati; in quanto Dalai Lama promuove una politica di bontà e lancia al mondo un appello alla consapevolezza. Nell’era della civiltà planetaria e della storia globale, un libro che contiene formidabili lezioni di vita, scritto da una personalità d’eccezione che si dona con spirito e verità, per festeggiare un trionfo della pace.

venerdì 26 marzo 2010

Irene Neimirovsky Due

Chi meglio della signora Némirovsky, e con un’arma più affilata, ha saputo scrutare l’anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?” scrisse, all’uscita di questo libro, il critico Pierre Loewel. Le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la Grande Guerra è finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando “il lato sordido” della vita, soffocando “la paura dell’ombra”. Eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda – “Come avviene, nel matrimonio, il passaggio dall’amore all’amicizia? Quando si smette di tormentarsi a vicenda e si comincia finalmente a volersi bene?” – che ne costituirà il filo conduttore. Con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, Irène Némirovsky accompagna i suoi giovani personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta, un po’ ottusa sicurezza dell’amore coniugale. A volte, certo, alcuni di loro rimpiangeranno “l’ebbrezza triste e folle del l’amore”, e a quasi tutti accadrà di inoltrarsi, almeno per un po’, nelle vie perigliose dell’adulterio; ma il tempo riserverà loro una sorprendente rivelazione: che quell’”essere due” che del matrimonio costituisce l’essenza e “il flusso discontinuo, lento e possente dell’amore coniugale” conferiscono alla coppia una sorta di “invincibilità”.

John Boyne La sfida

Le vacanze estive sono appena cominciate quando la madre di Danny Delaney, che da qualche settimana esce spesso la sera e quando è fuori beve troppo, torna a casa scortata da due poliziotti. Ha investito un ragazzino, che è entrato in coma: nessuno sa se si risveglierà. La distrazione di un attimo, e la vita della famiglia Delaney cambia per sempre. Lunghi silenzi, l’incapacità di affrontare insieme il doloroso presente, dubbi, solitudini che convivono. E quando Sarah, la sorella del bambino investito, si presenta alla loro porta, Danny decide di provare a parlarle…